Blockchain in Sanità – Roma

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All’interno della sede dell’Istituto Superiore di Sanità si è tenuto questo evento incentrato su che cosa è la blockchain e quello che sono le sue potenzialità in ambito sanitario, sia pubblico che privato, mostrando alcuni ambiti di applicazione.

Stefania Boccia, dell’Università Cattolica, ha evidenziato che in ambito sanitario siamo in piena rivoluzione.
Dopo la prima rivoluzione che è stata quella igienico-sanitaria della fine dell’ottocento, la seconda è stata quella dagli anni sessanta che è stata di tipo tecnologico con l’utilizzo della TAC, della risonanza, di fatto oggi stiamo vivendo una terza rivoluzione in sanità, dettata dall’utilizzo di tecnologie digitali che di fatto rendono disponibili un enorme quantità di dati sanitari che vanno gestiti.
Si va verso una medicina personalizzata. Il punto è in che modo le nuove tecnologie possono contribuire a rendere i sistemi sanitari più sostenibili. Le sorgenti di informazioni del paziente sono molte l’ideale è quello di renderli interoperabili ed in seguito accessibili, rispettando ovviamente la riservatezza, ad ogni componente interessato, fino ad arrivare al cittadino.

Partendo da questo presupposto è necessario capire se in questa rivoluzione dei dati anche la blockchain può offrire il suo contributo.

Sia da parte del pubblico che dal palco si è posto l’accento sul fatto che per implementare la blockchain, al di là della buzzword del momento, è necessario fare analisi di processo, quindi prima si deve capire se i propri processi sono adeguati o se vanno reingegnerizzati a ed infine arrivare a comprendere se la blockchain è compatibile per quel particolare tipo di progetto o se è possibile risolvere la problematica con tecnologie tradizionali.

Chiaramente, vista la natura del dato in ambito sanitario, la tipologia di blockchain a cui le varie esperienze riportate dai relatori hanno fatto riferimento è quella ‘privata’ o ‘permissioned’, nello specifico si è più volte fatto cenno alla soluzione di IBM Hyperledger Fabric.

Di particolare interesse sono state le esperienze riportate da due aziende che già operano nel settore:

Linkeus con il progetto My Health My Data, presentato da Mirko de Maldè , che ha descritto come aumentare il grado di sicurezza dei dati sanitari trattati da dispositivi IoT o wearable device.

JSB Solutions che con Jacopo Montigiani ha parlato della Blockchain in ambito Life Science e ricerca clinica , evidenziando l’esigenza sempre più stringente di una integrazione tra dispositivi IoT e blockchain.
Inoltre Montigiani ha fatto presente le difficoltà incontrate, nel percorso di avvicinamento alla tecnologia blockchain, nel trovare persone già formate e ancora di più nell’individuare percorsi formativi, a livello di istituti universitari, che possano garantire al mondo del lavoro un recruitment immediato di persone ‘plug&play’ su questa tecnologia.